Prossimamente

PROGRAMMA 2022

MUZEJ – MUSEO LAPIDARIUM

2 / 4 / –  9/4 /2022.

Muzej – Museo Lapidarium

in collaborazione con Faro11, Rovinj-Rovigno

STARTART

Start Art FB header

Il progetto StartArt offre agli studenti delle scuole superiori artisticamente dotati della regione istriana l’opportunità di partecipare a una mostra itinerante, che si terrà in gallerie e centri culturali a Valle, Cittanova e Albona, ed a una mostra online. Le migliori opere, due scelte dalla giuria della L.A.E. XXI e una a scelta dal pubblico tramite la votazione via Instagram (startart01), saràno ospiti il prossimo anno a festival/eventi nella Regione Istriana: Media Mediteranea, Pola; GRISIAyouth, Rovigno e Arteria, Cittanova. Gli autori delle tre migliori opere, oltre al premio in denaro, saranno intervistati per Kulturistra – portale per la cultura della Regione istriana, e avranno l’opportunità di essere guidati da artisti affermati e professionisti per aiutarli nel loro ulteriore sviluppo artistico.

Nella mostra itinerante presentiamo otto opere di dieci giovani autori: Andrea Pasuli, Teo Stoković e Luka Vivoda, Paulo Krbavac, Erika Nežić e Ela Gržinić, Tibor Svetličić, Elena Kiss, Katarina Špehar e Leonarda Ivašić. Il primo premio e il premio del pubblico ha vinto Leonarda Ivašić con il suo lavoro „ La forza del movimento “, e il secondo posto si e aggiudicata Elena Kiss con il lavoro “Treni”.

Coordinatore del proggetto: Faro11 , Rovinj-Rovigno

Partner: Metamedij Pola; L.A.E. XXI, Albona: Muzej-Museo Lapidarium, Novigrad-Cittanova; Ente turistico-Comune di Valle-Bale

Sotto il patrocinio di: Regione Istriana – Assesorato Cultura e territorialità, Città di Pola

 

MUZEJ – MUSEO LAPIDARIUM

27 /4/  –  1 /5/ 2022

Museo Lapidarium

Progetto Mediarej: Formazione in mediazione e giustizia riparativa

Coordinatore:  Istituto Jacques Maritain (Italia)

Partner:APS Nathan (Italia)

Fundatia Professional (Romania)

Asociación Ambito (Spagna)

Forum europeo per la giustizia riparativa (Belgio)

Associazione per il lavoro sociale creativo (Croazia)

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Mediarej_online

I musei conservano ed espongono oggetti materiali e sono quindi anelli importanti per interpretare il passato e giungere ad una comprensione comune degli eventi e del loro impatto su diversi gruppi e su diversi individui, aiutandoci in tal modo ad affrontare gli eventi passati in modo costruttivo e contribuendo alla comprensione e alla considerazione reciproca di esperienze diverse nella storia personale, familiare e collettiva.

La giustizia riparativa è un approccio che nella ricerca di una soluzione e nel processo decisionale include coloro che sono stati colpiti da un evento o da un atto che è stato causa di ulterori danni o di violazione di un qualsivoglia diritto. Nei loro incontri, grazie alla mediazione o all’agevolazione si giunge a una comune intesa e a un accordo comune su come ovviare a un danno, riparare un’ingiustizia e raggiungere una giusta soluzione del problema.

Negli ultimi anni in Europa sono stati sviluppati modelli molto diversi di formazione in materia di giustizia riparativa e mediazione, dagli studi post-laurea alla formazione adeguata alle esigenze delle singole comunità. Il progetto MEDIAREJ sviluppa metodi innovativi per migliorare la qualità della formazione di mediatori e facilitatori nelle procedure riparative e per connettere in rete esperti e organizzazioni di diversi paesi.

 

GALLERIA RIGO 

30/4 / –  28/5/ 2022

Museo Lapidarium Museum in collaborazione con il Forum Culturale Austriaco Zagabria e la Galleria VN. presenta le opere della giovane artista austriaca Samira Saidi.

Samira Saidi_Ecoystems © Samira Saidi.1   Samira Saidi_Wasteland © Samira Saidi.2

Samira Saidi_Ecoystems © Samira Saidi                       Samira Saidi_Wasteland © Samira Saidi

Samira Saidi è una fotografa, performer e scrittrice afro-europea. Ha completato i suoi studi universitari presso la Royal Academy of Arts dell’Aia e i suoi studi universitari presso l’Accademia di arti applicate di Vienna. I suoi lavori sono stati presentati l’ultima volta alla mostra “Re: Present – How to Get Rid of Racism” al World Museum di Vienna. Nel suo lavoro artistico, pone domande socialmente rilevanti, mettendo in discussione, ad esempio, il nostro atteggiamento nei confronti dell’ambiente e delle abitudini di consumo e documentando i movimenti di protesta.

Samira Saidi_BLM Protest © Samira Saidi

Samira Saidi_BLM Protest © Samira Saidi

La mostra presenta una selezione di dipinti delle sue serie di foto Waste Land, We Belong With The Ocean, Ecosystems of Healing e Black Lives Matter-Protest.
La mostra si apre il 30 aprile alle 20 presso la Galleria Rigo. Dopo l’apertura, l’artista si rivolgera’ ai partecipanti con il progetto Mediarej, coordinatore dell’Istituto Jacques Maritain (Italia),  parlando del rapporto tra arte e attivismo, razzismo e movimenti di protesta in Europa, nonché del ruolo di genere e identità nella arte e cultura. L’evento è concepito come un dialogo poetico-visivo che esplora i modi di comprendere le forme d’arte e le posizioni degli attivisti.

 

MUZEJ – MUSEO LAPIDARIUM

26 /6/  – 24/8 /2022

ISTROX

Museo-Museo Lapidarium

in collaborazione con

Il Centro di ricerca per la linguistica romanza, Università di Oxford

50 anni della lingua istro-rumena: dalla Oxford Hurren Collection al progetto ISTROX

Inaugurazione della mostra domenica 26 giugno 2022 alle ore 20

The linguist Tony Hurren   Page from Tony Hurren's notebooks_2

Il linguista Tony Hurren                     Pagina dal diario di Tony Hurren

Oxford Research Archive (ORA)         Oxford Research Archive (ORA)

Parlando della mostra e del progetto: il professor Martin Maiden, direttore del Research Center for Romance Linguistics dell’Università di Oxford e ricercatore associato presso ISTROX.

All’inaugurazione della mostra partecipanno anche i membri della comunità istro-rumena di Žejan, Šušnjevica, Nova Vas e Letaj.

Il curatore della mostra è Jerica Ziherl in collaborazione con il team ISTROX

Pula Arena, 1960s. Tony Hurren with two friends from the Istro-Romanian villages

1960 Gracijela Bortul, Frane Stroligo [“Cattolico”], Tony Hurren, Arena, Pola.

Oxford Research Archive (ORA)

La mostra è una panoramica della ricerca sull’identità e la lingua degli istriani-rumeni dell’Istria, condotta da linguisti dell’Università di Oxford. Il suo punto di partenza sono le fotografie d’archivio e le registrazioni sonore del linguista di Oxford Tony Hurren, che ha raccolto negli anni ’60 in Istria (donato da Vera Hurren all’Università di Oxford). Oltre al materiale d’archivio, sono esposte fotografie recenti e registrazioni sonore raccolte nell’ambito del progetto ISTROX, che si concentra sulla continuità e il cambiamento negli ultimi 50 anni.

AiR Residenza artistica Kuberton

6 / 7

Igor Grubić

Đanino Božić

9 / 10

Ulrike Lienbacher

Martin Walde

Tina Gverović

2 /7 – 2 /8 / 2022

Muzej-Museo Lapidarium in collaborazione con Schottenfeld Krinzinger, Beč

Galerija Rigo

AiR Kuberton 2021

Stefanie De Vos & Angelika Wischermann

 

GALERIJA RIGO

 

7 / 8 / 2022

Galleria Rigo

Nika Oblak & Primož Novak

 

GALLERIA RIGO 

17/6/ –  30/6/ 2022

Igor Grubić

Chi sa se anche gli animali…?, 2017

progetto multidisciplinare (5 poster, fotografia, cortometraggio)

image.ig

Il progetto è un multimediale basato sulla ricerca dell’artista sugli ex macelli del nord Italia durante la sua permanenza nel programma RAVE East Village Artist Residency. Come convinto sostenitore dei diritti degli animali e soprattutto come attivista, Grubic indaga sull’effetto psicologico che queste fabbriche di morte hanno sulla coscienza umana. L’opera è composta da una serie di cinque poster che presentano fotografie di ex mattatoi ormai vuoti, sovrascritte dalle domande dell’artista. Silenziose e fredde, ma allo stesso tempo decisamente inquietanti, le immagini sono visivamente concepite come il percorso che un animale compie dalla vita alla morte, dalla luce all’oscurità. Come un surreale appello alla responsabilità morale pubblica, attraverso il suo lavoro l’artista introduce il grande pubblico al suo esame dei sentimenti conflittuali dell’umanità nei confronti degli animali, sfruttando appieno i media commerciali tradizionali: i cartelloni. Il progetto è accompagnato da un filmato girato di notte all’interno di questi ex macelli, insieme alle interviste agli ex dipendenti del mattatoio.

A.R.

MUZEJ – MUSEO LAPIDARIUM

18/5/  – 18/6/ 2022

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, 18 maggio 2022.

Museo Lapidarium

Marčelo Brajnović

Tra la gente – per la seconda volta! Performer impeccabile per sempre!

19 h inaugurazione della mostra

19.30 introduzione e proiezione dell’opera video “Gumila” di Matija Debeljuh

Brajnovic_A_bijeli

Senza nome, 1960, num.inv.606

Brajnovic_02_A_bijeli

Senza nome, 1988, num.inv.607

maslina

Sopravvivera’ questo ulivo? 1992., inv. num. MML 295

La mostra, che prende il nome dalle frasi del manifesto del 2017, disegnato e scritto da Marčelo Brajnović, cerca di presentare in una prospettiva contemporanea alcuni dettagli fino ad ora sconosciuti dell’eredità dell’artista. In mostra anche opere appartenenti a collezioni private, la maggior parte delle quali presentate al pubblico per la prima volta, così come opere che rientrano nel fondo del Museo Lapidarium.

Quello che certamente questa mostra non è e non può essere è una retrospettiva monografica, ma è piuttosto un nostro segno di rispetto, un passo verso una migliore comprensione dell’opera artistica di Marčelo Brajnović. Perché è proprio adesso – soprattutto una volta che l’intera sua opera si è ormai definitivamente conclusa – che vale la pena di cercare, di esplorare, leggere, interpretare, valorizzare questo prezioso patrimonio, e questo sarà un compito non procrastinabile per tutti i futuri interpreti del variegato lavoro di Marčelo.

Sarà sufficiente citare solo alcuni dei dati della biografia artistica di Marčelo Brajnović (Rovinjsko Selo, 1934-2021). È uno dei primi istriani a studiare a Zagabria, e in parte a Belgrado – e studia arte, il che significa socializzare e creare con i colleghi dell’espressione astratta, e infine incontrare Zvjezdana Hegedušić, la sua futura moglie. E il tutto accade in un decennio, verso la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso. Soltanto dopo questo periodo della giovinezza vediamo un Marčelo più maturo, nelle vesti del pittore che soggiorna in diversi paesi europei. Artista e scrittore di testi poliedrico, torna nella nativa Rovinjsko Selo, e si stabilisce con la sua famiglia a Gumila, altopiano sul colle Golo brdo.

A prescindere dal fatto che la storia dell’arte croata lo abbia classificato come un surrealista, e che occasionalmente e per breve tempo abbia acconsentito a certi accostamenti, è forse l’individualista più sfrenato che l’ambiente in cui lavora abbia mai conosciuto. Ma Marčelo non è un individualista per via della sua nota eccentricità o per via della leggenda che avvolge il suo lavoro, ma perché con il proprio comportamento di principio cerca di raggiungere e rispettare pienamente la libertà, per se stesso come uomo e come artista. È responsabile solo nei confronti del proprio potere, della propria fede e della propria volontà come un essere creativo intatto. Nella società moderna il prezzo di una simile intransigenza e una tale inconciliabilità è molto alto, ma Marčelo è pronto a pagarlo in toto, senza tener conto dello status, dei beni materiali e di tutte le altre effimere combinazioni vincenti.

Pertanto, la mostra si occupa anche del samizdat, dei manifesti, delle tesi e dei progetti di Brajnović, che in una forma specifica di espressione e da punti di vista estremamente soggettivistici esprimono pensieri sull'”Ambasciata del Regno di Dio”, sulla critica all’autorità, sul ruolo dell’artista-profeta Elia vincolato dalle norme sociali e dal terrore dei media. La perseveranza, oggi rara, lo ha condotto all’unica speranza che non sia l’umiliante e disumanizzato inganno, in quella che Léo Ferré chiamava “Anarchia divina”.

Eppure, nonostante la fama riscossa tra i suoi intenditori ed estimatori, nonostante i premi e i riconoscimenti, le numerose mostre e opere nel patrimonio museale, Marčelo Brajnovic resta ancora, anche per chi lo apprezza come artista, un “grande sconosciuto”. Questa mostra viene così ad essere un modesto contributo alla comprensione di una persona completa e versatile o, come scrisse lui stesso, di un “performer impeccabile per sempre”, di un artista sempre presente, ma mai del tutto scoperto, non identificato, sfuggente.

Ecco perché la mostra è stata ampliata con una nuova video-opera  di Matija Debeljuh, creata sulla base di un’intervista, lunga alcune ore, ripresa dall’autore nel 2016, rilasciata da Marcel Brajnović presso Goli brdo. Il video dà inizio a una collaborazione artistica tra generazioni contrapposte e con una dosata dinamica visiva, musicale e di contenuto apre nuove forme di convivenza in uno stesso spazio espositivo. Utilizzando le tecniche ibride del collage, Matija Debeljuh anima i concetti e i principi di lavoro di Brajnović nel ritmo del film, che è sia un omaggio a un artista assolutamente unico che una nuova opera audiovisiva dall’opus di Matija legato ai “temi istriani”.

Curatore della mostra: Jerica Ziherl. La mostra resterà aperta fino al 18 giugno 2022.

 

GALLERIA RIGO 

5/8 –  22/8/ 2022

Nika Oblak&Primož Novak

E ora qualcosa di completamente diverso 14

installazione video/cinetica

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Nello spirito dei Monty Python, la frase “E ora qualcosa di completamente diverso” ha trovato posto nel vocabolario urbano come breve commento a qualsiasi follia, e il tandem artistico sloveno Oblak & Novak lo usa per le loro installazioni video cinetiche mettendo in discussione la possibilità di “fuga dallo schermo”; schermi tra gli innumerevoli schermi, pannelli informativi e smartphone che travolgono la nostra esistenza moderna.

Nello spazio della galleria esistono due installazioni: la prima mostra una donna che corre all’infinito da uno schermo all’altro, accompagnata da un suono monotono e da uno sfondo bianco, mentre la seconda mostra un uomo catturato all’interno di uno schermo rettangolare che cammina all’infinito (sembra che giri goffamente una grande ruota,  ma in realtà gira n monitor 16:9 LCD.

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Nika Oblak e Primož Novak lavorano insieme dal 2003, utilizzando la tecnologia come strumento di autoriflessione. Nei loro lavori tramite realtà e finzione, affrontano i problemi dei media contemporanei  e analizzano la struttura visiva e linguistica di una società che guida il capitale. Sono gli autori di numerosi progetti, tra performance, film, fotografie e installazioni, che insieme fanno un’esplorazione della vita moderna, soffermandosi sui suoi aspetti più controversi: le insidie del consumismo, il lavoro oppressivo e la politica, il rapporto ambiguo tra realtà e finzione, pericoli nascosti dell’uso acritico della tecnologia.Nika Oblak e Primož Novak svolgono le loro performans  in luoghi pubblici, privati o remoti, e spesso appaiono come protagonisti delle proprie opere.

 

MUZEJ – MUSEO LAPIDARIUM E GALLERIA RIGO 

2/9 – 9/10/2022

dal ciclo Collecting, vi presentiamo

COLLEZIONE ČIČAK

Autore della mostra: Dott. Sc. Zvonko Makovic

Julije Knifer Meandar M - 75 1975 70 x 160 cm

Julie Knifer Meandar M – 75, 1975 (70×160), ©Zbirka Čičak

Esistono diverse straordinarie collezioni private in Croazia, che comprendono opere d’arte moderna e contemporanea. Ciascuno dei collezionisti articola una specifica e personale selezione di artisti e opere d’arte, e le loro collezioni, sia per le loro dimensioni che per il loro valore, si potrebbero considerare come un museo alternativo di arte moderna e contemporanea nazionale. Uni di questi collezionisti sono Igor Čičak  e Gordana Gregurić Čičak. Per riconoscere le affinità personali di questi collezionisti è sufficiente considerare il materiale di cui si compone questa collezione. Per anni ha scelto con passione, ma anche con profonda riflessione,  artisti e soprattutto opere create a partire dalla metà del XX secolo fino ai giorni nostri. Si tratta sempre di lavori che ben rappresentano l’artista e si impongono come elementi imprescindibili nel corpus di ciascuna delle singole opere d’arte e nell’arte croata moderna e contemporanea nel suo insieme. Il numero degli artisti rappresentati, e soprattutto il numero delle loro opere, non è mai stato il punto di partenza fondamentale per la Collezione Čičak nel definire il carattere della collezione. A guidarlo è sempre stato il livello artistico e l’unicità che ogni opera rappresenta nel contesto di un’unità, di un museo immaginario. Una delle caratteristiche della Collezione Čičak è il fatto che in essa vi siano presentate principalmente opere d’arte astratta, e quindi varie forme di astrazione, nonché opere e autori che, secondo la moderna classificazione, esulano dalla cerchia dell’arte astratta. Basti citare solo gli artisti le cui opere costituiscono la linea principale di questa collezione, ma anche la linea principale dell’arte croata recente nel suo complesso. È presente una serie di opere rappresentative di artisti che appartenevano al gruppo EXAT-51, tra cui Ivan Picelj, Vjenceslav Richter, Aleksandar Srnec, Božidar Rašica, Vlado Kristl, e al gruppo Gorgona, tra cui Julij Knifer, Đuro Seder, Ivan Kožarić, Marijan Jevšovar, Mićo Bašičević Mangelos, ma anche grandi singoli artisti che non appartenevano a nessuno di questi gruppi, ma che insieme a loro andarono a delineare i più alti standard dell’arte moderna nazionale. Tra questi vanno ricordati Vojin Bakić, Dušan Džamonja, Edo Murtić, Miroslav Šutej, Ivo Gattin, Eugen Feller, Juraj Dobrović, Ferdinand Kulmer, Oton Gliha, Fran Šimunović, Ljubo Ivančić, Miljenko Stančić e molti altri. Soltanto dai nomi citati diventa chiaro che la Collezione Čičak rappresenta non una valida alternativa, ma una preziosa integrazione al patrimonio dei principali musei nazionali di arte moderna e contemporanea.

 

MUZEJ – MUSEO LAPIDARIUM

 21/10 – 4/12/ 2022

dal ciclo Conosciamo i musei croati, vi presentiamo

Museo della Moslavina Kutina

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” Trijem crkvena” courtesy of Muzej Moslavine Kutina       ” Postcard” courtesy of Muzej Moslavine Kutina

Il Museo della Moslavina Kutina è una complessa istituzione museale che raccoglie, elabora, presenta e pubblica i tesori storici e culturali dell’area della Moslavina, parte della Posavina croata e della Slavonia occidentale. Indipendentemente dalle distanze e dalle diverse ambientazioni, i nostri due musei sono legati da un motivo: grifone, seppur di epoche diverse, che intrecciamo con questa collaborazione inter-museale con una mostra moderna e multimediale. Il collegamento è anche l’artista Ivan Milat, fondatore e curatore del Museo della Moslavina, che visse e insegnò a Pola dal 1951 al 1955, dove furono realizzate numerose opere di quel periodo. Uno degli studenti di Milat vive a Cittanova, motivo in più per presentarlo, oltre al fatto che il nipote dell’artista Josip Milat Mikalka, uno studente di storia a Pola, porta un saggio sul ricordo di suo nonno, elaborando i disegni della collezione di famiglia e Pola opus.

Starije žene u nošnjama zagasitih boja

”Costume popolare” courtesy of Muzej Moslavine Kutina

Il concetto museale di visitare il Museo della Moslavina a Cittanova, anche per la prima volta in Istria, contiene una selezione di materiale culturale e storico con motivi di grifoni; selezione di cartoline dal 19./20. secolo sul tema della Moslavina, una selezione di materiale etnografico (uova di Pasqua e costumi), una selezione di opere di Ivan Milat (dipinti con motivi “čardak” e Kutina). Durante la mostra sono previste lezioni e laboratori didattici sulla realizzazione di uova di Pasqua e grifoni di argilla. La presentazione di parte delle collezioni del Museo Moslavina Kutina di Cittanova è un ulteriore contributo per una migliore conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale croato.

Curatori: Jasmina Uroda Kutlić e Jerica Ziherl.

La mostra rimane aperta fino al 4/12/2022.

 

 

 

L’organizzatore riserva il diritto di cambiare la data e il programma per questi eventi.