NATURA CULTA – 20 anni del patrimonio museale – acquisizioni e donazioni

Il Muzej – Museo Lapidarium è stato fondato nel 2016 e da allora opera come promotore di arte e cultura. Sebbene sia stato costruito appositamente per ospitare l’esposizione permanente della preziosa collezione del Lapidario, fin dall’inizio è stata prestata particolare attenzione all’ampliamento del suo patrimonio. Nel corso degli ultimi venti anni, il patrimonio del museo ha dato vita a quattro collezioni, nate e cresciute grazie a donazioni, acquisizioni o alla produzione di progetti realizzati da artisti e artiste che hanno esposto al museo o alla Galleria Rigo. Per questo motivo, in occasione di questo anniversario, il programma espositivo è stato dedicato proprio al patrimonio del museo per creare un concetto visivamente articolato che invita a contemplare le collezioni museali oltre la loro tradizionale funzione di “raccolta e conservazione”, per essere riconosciute come fenomeni artistici e culturali polisemici. In questa prospettiva, le opere del museo cessano di esistere come semplici beni culturali o artefatti estetici e diventano anche portatori di numerose narrazioni. Una di queste riguarda le modalità con le quali le opere vengono acquisiti. Ci siamo concentrati sulle donazioni e sulle acquisizioni: processi che, pur rimanendo apparentemente sullo sfondo dell’attività pubblica del museo, incidono fortemente sulla sua identità e sulle dinamiche di crescita del suo patrimonio. Le donazioni individuali parlano infatti di fiducia e di riconoscimento del museo come luogo di conservazione permanente, di elaborazione professionale e di presentazione al pubblico, mentre le acquisizioni sono testimoni di scelte curatoriali ponderate e di uno sviluppo strategico delle collezioni. Le nostre collezioni sono nate in larga parte attraverso questi due approcci e proprio da qui nasce l’idea delle due mostre, concepite come un confronto tra opere donate e opere acquistate. Questo confronto avviene accostando opere, tecniche, materiali o autori diversi in nuovi nuclei tematici e nuove cornici di dialogo.

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Ivan Kožarić, Naslućivanje, 2006 MML-54-56

NATURA CULTA

Il mondo che ci circonda viene tradizionalmente descritto come un equilibrio di sistemi naturali e sociali, come una rete di relazioni nella quale i processi vitali e le pratiche culturali si intrecciano costantemente. La mostra NATURA CULTA orienta lo sguardo verso queste relazioni, aprendo spazi di interazione in cui natura e cultura appaiono come realtà che si plasmano reciprocamente. Lo spazio espositivo del museo diventa così un luogo di dialogo tra opere d’arte, oggetti, autori e pubblico; un luogo in cui, tra l’altro, le stampe grafiche incontrano installazioni contemporanee, i disegni dialogano con le fotografie, le sculture con antiche cartoline, i francobolli filatelici con i manifesti.

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Marčelo Brajnović,Autoritratto con fico bilica fresco reciso , 1991, MML-293

Seguiamo dialoghi tematici e visivi nei quali il paesaggio emerge come uno spazio di esperienza e memoria, la fotografia registra la fugacità della luce, le vecchie cartoline raccontano la quotidianità storica, mentre dipinti e disegni mettono in evidenza la durata del gesto e della linea. Inoltre, il paesaggio si rivela come uno spazio di stati d’animo, silenzio e movimento, come luogo del ritorno che plasma lo sguardo tanto quanto lo accoglie. Gli animali entrano in uno spazio di gioco, prossimità e significati simbolici, dalle scene urbane ai personaggi stilizzati e alle situazioni allegoriche che evocano tenerezza, ma anche ironia e leggerezza. Oggetti, documenti e motivi storici introducono stratificazioni di economia, credenze e memoria collettiva, mentre materiali come il legno, la carta, l’oro e il tessuto modellano la natura come testimonianza culturale e traccia della mano dell’uomo.

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KUD Šikuti Machine, Vogrda, 2011., MML-212

Sottili riferimenti tra le opere esposte creano un ritmo attraverso il quale la NATURA CULTA si rivela come uno spazio di incontro in cui natura e cultura agiscono come processi intrecciati, come un campo condiviso di esperienze che viene continuamente riletto, ricordato e rimodellato. La mostra costruisce una rete di relazioni tra autori, materiali, tecniche e tempo, ribadendo che ogni atto di osservazione prende esso stesso parte al mondo osservato.

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Silvia Potočki, Cotinus Coggygria #2, 2019. MML-545

La mostra presenta opere provenienti dalle collezioni Storico-culturale, Poster e dalla Galleria Rigo.

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