Bojan Šumonja Tutto va bene, ma non sembra

Presso gli spazii del Museo si apre la mostra personale di uno dei più importanti pittori croati contemporanei,

Bojan Šumonja, che presenta le sue nuove opere di grande formato.

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Si tratta di un ricco cromatismo che schiude davanti a noi i meravigliosi paesaggi del mondo vegetale e animale. In questa ricchezza visiva incontriamo perlopiù i fenicotteri – uccelli che affascinano con la loro bellezza. Per questo motivo, i fenicotteri sono stati spesso di ispirazioni per le mitologie e la letteratura mondiale. Dall’antico Egitto, dove il fenicottero era celebrato come manifestazione del dio del sole, passando per l’Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll, dove viene ridotto a un oggetto da gioco, fino alla distopia di Yoko Ogawa, in cui diventa la prima vittima dell’oblio collettivo – questi uccelli rappresentano da sempre lo specchio dell’anima umana. La traccia più toccante è dallo scrittore uruguaiano Horacio Quiroga nel racconto „Le calze dei fenicotteri”, dove la ricerca di un falso e artificiale splendore degtli questi belli ucelli gli port a una sofferenza e a una maledizione eterne.

Bojan Šumonja accosta proprio questi contrasti tra la bellezza mitica e l’angosciante realtà attraverso la sua pittura. Tele apparentemente attraenti dal punto di vista estetico, popolate da uccelli suggestivi e ricche di dettagli paesaggistici, mostrano una tecnica impeccabile, eppure, al contempo, creano un’atmosfera inquietante e post-apocalittica. Infatti, tra i fenicotteri vivi, l’artista inserisce sottilmente degli intrusi di plastica – ciambelle gonfiabili per bambini. L’organico e l’artificiale si fondono in un tutt’uno, mentre i boschi sullo sfondo appaiono come alberi spogli e statici oppure avvolti dalle fiamme. All’orizzonte, intanto, iniziano a dominare ciminiere, fumo tossico e oggetti di plastica abbandonati.

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Il titolo della mostra, „Tutto va bene, ma non sembra”, risuona quindi come un mantra della società moderna che rifiuta di aprire gli occhi di fronte al crollo ecologico e sociale. I dipinti di Bojan Šumonja mettono a confronto la natura incontaminata, gli animali e le piante con queste nuove „non-creature” artificiali, trasformandole in spettrali monumenti del nostro ambiente.

Questa mostra non è dunque soltanto un’esperienza artistica di altissimo livello e la presentazione di un autore dal formidabile mestiere pittorico, ma ci pone direttamente di fronte a una domanda cruciale: abbiamo forse trasformato il nostro stesso mondo in una scenografia solo apparentemente bella, che lentamente ma inesorabilmente brucia e divora se stessa?

 

Bojan Šumonja (Pola, 1960) si colloca ai vertici della pittura contemporanea. Si è diplomato in scultura presso la Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1984, ma ha trovato la sua espressione più autentica e potente nel mezzo pittorico. È una delle figure chiave della vita culturale contemporanea di Pola e cofondatore dell’Associazione degli artisti visivi croati (HDLU) dell’Istria.

Autore dal superbo mestiere pittorico, vanta al suo attivo oltre 100 mostre personali e più di 200 mostre collettive in Croazia e all’estero. Il suo straordinario contributo all’arte è confermato da numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Grand Prix alla 7ª Biennale di Pittura – il massimo riconoscimento nazionale con cui è stato ufficialmente proclamato il miglior pittore in Croazia.

Le sue opere sono incluse in numerose collezioni pubbliche e private. Vive e crea a Pola, dove da molti anni dirige la Galleria Poola.